Val di Kam - Sulle tracce del re Sicano Kokalos

S. Angelo Muxaro

Certo e’ che, chi non è mai venuto in questo posto, non può che rimanere sorpreso e piacevolmente stupito, quando dalla strada provinciale che da Agrigento si spinge verso l’entroterra, tra curve, curvoni e tornanti, tra montagne e colline, ci si trova quasi all’improvviso di fronte ad uno spettacolo unico: su di una collina solitaria, al centro della valle del fiume Platani e tra la vegetazione aspra e selvaggia un cumulo di casette che si affacciano a strapiombo dalla stessa collina…è appunto il caratteristico paesino di Sant’Angelo Muxaro.

La stessa strada che arriva al curvone del “Canale Vecchio”, impone al passante un percorso, quasi come se la collina si volesse far ammirare nella sua interezza prima di salire su per i tornanti. Ancor prima di imboccare la salita alzate lo sguardo, nella parte centrale del colle, spostata verso sinistra, noterete una macchia nera, quella è la più grande grotta a tholos esistente in Sicilia: “La Grotta del Principe”.

Si va sù; tra gessi luccicanti e fichi d’india. Sono tre i tornanti da fare e si arriva all’ingresso del centro abitato. Via Porta di Spagna. Qui una piccola piazzetta con un alto muro tutto in pietre antiche da poco risistemata. Si continua e si arriva al all’inizio di via Libertà. Alla destra un abbeveratoio dove la sera i contadini che rientrano dalla campagna, con i loro muli, asini e cavalli sostano per permettere ai loro animali di dissetarsi dopo la salita. Accanto una piccolissima chiesetta intitolata alla Madonna Addolorata. Di fronte quasi a volervi accogliere e dare il benvenuto, la sede della nostra società “abbas.it”; avvicinatevi e chiedeteci qualsiasi cosa, tutto quello che vi possa servire per gustare al meglio la vostra permanenza qui. Questa alla fine è la nostra missione: condurre l’ospite a spasso per questi posti sconosciuti, raccontargli la storia, le tradizioni, gli usi, i costumi, le speranze di quanti, come noi, hanno avuto il privilegio, la fortuna e il coraggio di rimanere qui, vivendo in modo semplice, felice e spensierato portando nel cuore l’esagerato amore per questi luoghi.

Prima di proseguire, sempre di fronte alla chiesetta, il belvedere del “Piano Croce” da qui si può ammirare l’immensa valle del fiume Platani. Provate per un attimo a pensare che un tempo questo fiume era navigabile e che questa valle, questo fiume e questa particolare posizione fu la fortuna, secondo molti studiosi, di uno dei più potenti popoli che abitarono la Sicilia, “I Sicani”, il cui re Kokalos, decise di costruire qui la sua capitale: Kamikos.

Si sale per tutta una via di balconi in fiore, è la via Libertà, che immette nella grande Piazza Umberto I°. Una grande patio rettangolare e tutt’intorno le case incollate l’una all’altra. Sembra quasi un teatro naturale e non a caso numerosissime sono ormai divenute le manifestazioni teatrali, concerti sagre e feste che qui si svolgono. E’ questo il cuore del paese e qui i santangelesi trascorrono il loro tempo libero giocando a carte e bevendo qualche drink nei tavoli dei bar che si affacciano alla piazza.

Nella parte alta della piazza, all’estrema sinistra, inizia la via Duomo che ci conduce alla Piazza Guarino Amella. Essa è intitolata a Giovanni Guarino Amella, più volte deputato del Parlamento Italiano agli inizi di questo secolo, segretario della secessione antifascista dell'Aventino del 1924, fautore dell'Autonomia Regionale Siciliana. Ad un angolo della piazza ancora in pietra antica, il palazzo in cui è nato e vissuto Guarino Amella ed in cui abita ancora la sua famiglia. Qui in questa piazza e’ ubicata la Chiesa Matrice. La chiesa, detta anche chiesa di Sant'Angelo Martire, ha il prospetto principale in pietra a faccia vista, arricchito da portali cantonali in pietra scolpita, e cornicione di grossi blocchi di pietra aggettanti e scolpiti con semplice ed armoniosa linearità.Il campanile di gusto neoclassico è dei primi anni di questo secolo. L'interno della Chiesa è a tre navate con volta centrale a botte e volte laterali a crociera. L'abside centrale è arricchito da un altare marmoreo con eleganti riquadri e statuette in legno dorato, affreschi nella volta e stucchi dorati. L'altare nell'abside destro evidenzia fini decorazioni floreali intarsiate in ardesia e una pregevole "Cena di Emmaus" pure intarsiata su ardesia. Nella Chiesa si conservano un Crocifisso di circa un metro, del XIII - XIV sec., in legno incapsulato, tranne la testa, in lamine d'argento ad opera di maestri palermitani nel 1722, proveniente dall'antico dal Monte Castello, una statua del SS. Salvatore di fattura rinascimentale, un Cristo di legno dipinto della fine del XVIII sec. di ottima scuola deposto in elegante urna, 8 tele di ignoti della fine del '700, una tela del "Battesimo di Gesù" opera del Guadagnino e un notevole fonte battesimale in marmo scolpito.

A pochi passi dalla piazza, si trova la chiesa dell'Itria (XVII-XVIII sec.), comunemente chiamata chiesa del Carmelo, con il prospetto in pietra in armonia con la tipologia delle costruzioni rurali, con inserto di portale in pietra intagliata e soprastante fregio dinastico scolpito in roccia arenaria. L'interno e’ a navata unica con copertura a volta. Notevoli all’interno il piccolo tabernacolo in legno dorato restaurato recentemente, la balaustra in legno di artigianato locale, la statua in legno dipinto in oro di Nostra Signora dell'Itria del XV sec. (del periodo cioè della colonia greco-albanese di Sant'Angelo Muxaro), il maestoso gruppo in legno di Maria SS. del Carmelo con ai piedi San Simone Stok e le anime del Purgatorio (XVIII sec.) e due amboni scolpiti in legno con sottostanti cariatidi (XVIII sec.).

Ingegnosa, inoltre la scala a chiocciola del campanile a torre, con pianta quadrata, formata di gradini scolpiti in blocchi unici di pietra arenaria sovrapposti in modo da creare un passamano ed una tromba centrale.